Necro report: Cimitero Monumentale di Bonaria


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18 aprile 2012 – 9 maggio 2012 – ?

Editto di Saint Cloud, anno 1804.

Cambia qualcosa nei centri urbani di gran parte dell’Europa continentale: se prima le inumazioni avevano luogo all’interno delle chiese, per i più privilegiati, o in fosse comuni attigue ad esse, per la gente più povera, dal 1804 i luoghi di sepoltura si spostano alle periferie della città.

L’editto, emanato da Napoleone Bonaparte il 12 giugno 1804 a Saint Cloud, in Francia, prevede una nuova collocazione per le tombe, ovvero al di fuori delle mura cittadine e in luoghi salubri, ben arieggiati. Dispone altresì che siano tutte uguali, senza alcuna distinzione per rango o condizione economica degli inumati, salvo diverse disposizioni da parte di un’apposita commissione di magistrati.

Dal 10 maggio 1805 in Italia vige una circolare indirizzata a tutti i parroci affinché non si ricorra più all’usanza di portare il morto in chiesa a viso scoperto, in modo da arginare la diffusione di malattie e la sofferenza di donne e bambini, sensibili alla visione del cadavere.
Ad ogni modo, l’editto di Saint Cloud entra effettivamente in vigore, in Italia, solo il 5 settembre 1806.

Cagliari.

Prima del 1806, ognuno dei quattro quartieri storici della città (Villanova, Stampace, Marina, Castello) possiede un sito apposito per l’inumazione comune.
Nel 1816 Cagliari è devastata da un’epidemia di colera, che semina centinaia di vittime. Giorni infernali, passati tra il fetore delle salme in decomposizione, seppellite nel cuore della città. Per far fronte al pericolo e al grande disagio, un’ordinanza impone di versare profumi e acido vetriolico nei cimiteri, oltre che calce viva.
In seguito si imporrà di seppellire in fosse profonde almeno sei palmi, ma quasi mai questa norma è rispettata.
Nel tempo si effettuano diversi interventi finalizzati al recupero delle condizioni igieniche e sanitarie dei centri abitati, e solo gradualmente si arriva a un vasto luogo comune di sepoltura per tutta l’urbe: il Cimitero Monumentale di Bonaria.

Aperto nel 1829, in seguito a un lungo studio sull’area più adeguata ad ospitare un cimitero, questo spazio è individuato per le caratteristiche del suolo cagliaritano, roccioso e calcareo, morfologicamente irregolare.

Finalmente si sceglie un sito pianeggiante ai piedi del colle di Bonaria, già destinato a necropoli in epoca storica, prima dai Punici, poi dai Romani, e infine dalle prime comunità paleocristiane, come attestato dalla tomba di Munatius Irenaeus e dal cubicolo di Giona, ricavatI dalla roccia.

Il progetto iniziale del complesso cimiteriale è redatto da Luigi Damiano, capitano del Genio Militare, il quale suddivide il lotto in quattro quadranti, conferendogli un assetto regolare.

In seguito al repentino incremento demografico, che nell’arco di trent’anni vede un aumento della popolazione di circa 53.000 unità, l’architetto cagliaritano Gaetano Cima amplia il sito, ricorrendo allo sfruttamento di tutta l’altezza del colle.

Oggi, l’ingresso principale da su Piazza Cimitero. E’ realizzato nel 1985, in cemento armato e volumetricamente ben definito, forse un po’ in contrasto con la storia e le caratteristiche costruttive dell’architettura.
Dell’ingresso originario ci da qualche notizia il canonico Giovanni Spano, che lo descrive come un portone di ordine toscano.

Ora entriamo. E il resto…alla prossima puntata!

Testo e foto di Paola Corrias

 

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5 thoughts on “Necro report: Cimitero Monumentale di Bonaria

    • Grazie! Si, molto trascurato.
      Occorrerebbero diversi interventi di restauro e una continua manutenzione. Con l’Università abbiamo fatto qualcosa in passato e qualcosa si sta facendo tuttora, ma ovviamente il nostro piccolo contributo non è sufficiente.
      Si sono verificati dissesti statici dei basamenti tombali.
      E’ tutto da esplorare!

      Mi piace

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