21 marzo 2012
Avere l’influenza. Non riuscire a respirare.
Con le costole, tutte pari, che le potrei suonare a mo’ di glockenspiel.
Sto smagrendo. L’ho sempre desiderato, ma non così. Ma qui si parla di debilitazione.
E stress. Paura. Vuoto.
Ho la pancia che sembra un limone. Strizzata, bruciante.
Taccuino alla mano, scrivo pensando al kebab dell’ora dopo. Non sono disinteressato, non ho la testa per aria. Sto suonando il mio glockenspiel. Struscio il naso con l’ultimo dei fazzolettini. Incollato, secco e sporco. Mi piego in due per.
Suonare. Il rilievo liscio e piacevole dell’ondeggiare osseo coperto di pelle.
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