Live report: Le Luci Della Centrale Elettrica – Linea Notturna, Cagliari


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9 dicembre 2011

Venerdì 9 dicembre 2011, sta per scattare il giorno successivo e ancora sono qui, al Linea Notturna con tutti gli altri, ad aspettare che Vasco Brondi arrivi e si metta a suonare qualche canzone.
Intanto una selezione musicale improbabile per la serata, tanto i minorenni non ci fanno caso.
Loro Vasco Brondi lo aspettano ancora di più.
Inganno il tempo osservandomi intorno.
C’è parecchia strumentazione (chitarre acustiche ed elettriche, basso, diverse tastiere, batteria da suonare in piedi) mi viene da pensare che siano cinque.
Quando arrivano, aprendosi un varco tra la folla, sono solo quattro.
Come guardando la soluzione di un problema matematico, era così semplice.
Ma ho fatto male i calcoli.

L’impatto è notevole: “Cara catastrofe“, primo singolo dal secondo album “Per ora noi la chiameremo felicità“.
Non è affatto la stessa cosa rispetto alla registrazione in studio.
E’ sistemata in una scatola rock a bassa fedeltà, protetta dalla possente strumentazione, depilata da ogni afflato intimista/sublime/oceanico. Qui ci troviamo in mezzo a una riproposizione da locale.
Gente, sudore, immediatezza.
Da “Eternal sunshine of the spotless mind” a “Ex-drummer“, ma sempre, costantemente, in autunno.

Le Luci Della Centrale Elettrica seguono il proprio corso, al terzo stadio della loro storia.
Dopo “Canzoni da spiaggia deturpata“, trasformato da cantautorato minato dai malumori di Giorgio Canali in quintetto postatomico di archi, corde, fiati e tasti, adesso che quest’ultimo exploit è stato sfruttato, spremuto, esplorato da cima a fondo, come condimento necessario, anche discograficamente, la nuova metamorfosi brondiana: Graham Coxon, Pavement, tutto il low-fi che conta.
E anche i primi Death In June.
Chili di pedali, qualche volta la voce, senza la sino a cinque minuti fa necessaria acustica spennacchiata.
Momenti di assoli e intermezzi strumentali.
Roba da non crederci ma, come me, c’è chi apprezza, e chi se ne frega perché sta guardando se Vasco dal vivo è bello come su youtube.
A iosa le urla “Sei bellissimo!” sbraitate da giovani gay al primo concerto accompagnati dalla mamma.
C’è età ed età, e ognuno si vive le proprie esperienze.

I cantautori fanno musica da sottofondo, o da solitudine. Impossibili da ascoltare in due, si è di troppo. Qual è la differenza tra Vasco Brondi e un cantautore?
Vasco Brondi lo ascolti da solo, adulto, in mezzo a un mucchio di ragazzini che credono di essere di fronte ai Beatles. Invece è solo Nick Drake, senza un contratto a tempo indeterminato.
Sarebbe inutile stare a discutere ogni pezzo della scaletta, che più che una storia è un affresco lungo un’ora e mezzo, fatto di crescendo la cui vetta massima non è data dal momento dell’esplosione distorta.

Le canzoni.
Gli accordi sono quelli e le canzoni sono sempre “Quando tornerai dall’estero“, “Anidride carbonica“, “Per combattere l’acne“, “L’amore ai tempi dei licenziamenti dei metalmeccanici“, “Le ragazze kamikaze“.
Un unico flusso di coscienza.
Le cover (“monumenti rovinati“) e gli intermezzi recitati di Leo Ferré.
L’aggiunta della nuova “C’eravamo abbastanza amati“, una “Born slippy” macchiata di Battiato, aggiornata di quindici anni, con un canto pieno di memoria del secolo scorso.

Il nostro cantautore, oltre a grattuggiare con la mano destra, fare bagni tra la folla e chiedere di fare/descrivere/promettere cose che non realizzerà mai a un tu ipotetico, incarnato nel sempre ipotetico piccolo spettatore ammaliato, si fa affiancare da Lorenzo Corti alla chitarra disturbata, ottimo nel colorare col bottleneck, una sega musicale in delay tra gli stralci di testi dal periodo ipotetico, e imbrigliarne il tempo col fuzzone sino a farlo volteggiare in alto con accenni gilmouriani; Giovanni Ferrario, consumato bassista, anche all’organo angelico e alla ritmica, un ultimo Paul Simonon che riscrive gli accordi segnandosi quale strumento scegliere direttamente sulla carta ai suoi piedi, qualche volta scordandoli; infine Sebastiano De Gennaro suona le percussioni, forse in maniera troppo monotona, ma è certo quanto sia difficile trovare soluzioni in quel tipo di assetto, senza una particolare preparazione tecnica.
E non è la musica giusta, per parole come “particolare preparazione tecnica“.

Vasco fa il suo show: sputa, da le spalle e cita Voltaire, abbraccia le mani con le sue, commenta i pezzi grattandosi il collo, balbettando diversi “Grazie milioni“, “…uno dei concerti più belli del…” e altre farfugli improvvisati, quanto incomprensibili, di pura poesia.
A un certo punto lo senti come un maglione di lana a pelle nuda. Hai freddo, ma quello è troppo ruvido. E’ scomodo, o te lo tieni, e soffri. Oppure rimani senza.
Ascoltarlo senza partecipazione è l’errore più grande da fare. Una persona che sta bene non ascolta Le Luci Della Centrale Elettrica. E’ controproducente.

Il domandone da uscita sul retro: preferivo il primo disco e correlati live?
No, sarebbe valutare un disco e individuarlo per forza nella propria vita.
Certo che, anche per me come per tutti quelli che erano li, Brondi sta appiccicato a qualche accadimento forte e stupido al tempo stesso.
Ma io non posso stare qui a parlare degli affari miei come fa lui.
Per cui valuto il secondo disco come “Per ora noi la chiameremo felicità” e non come “Il mio secondo disco de Le Luci Della Centrale Elettrica“.

Sirene nell’isola più vicina al Linea Notturna e “11th dimension” di Julian Casablancas.

Scaletta:

Cara catastrofe
La lotta armata al bar
L’amore ai tempi dei licenziamenti dei metalmeccanici
Summer on a solitary beach
Anidride carbonica
Le petroliere” – Lettura
Un campo lungo cinematografico
Quando tornerai dall’estero
La gigantesca scritta della COOP” (solista)
Emilia paranoica
C’eravamo abbastanza amati
I nostri corpi celesti
Le ragazze kamikaze

Piromani
Per respingerti in mare
Per combattere l’acne

Testo di Alessandro Pilia

Foto di Paola Corrias

Info Le Luci Della Centrale Elettrica:

http://www.leluci.net
http://lelucidellacentraleelettrica.blogspot.com
http://www.myspace.com/lelucidellacentraleelettrica

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