REQUIEM di Marcello Nocera

WhatsApp Image 2018-11-03 at 17.29.03

Il 31 ottobre 2017 ricorreva il diciassettesimo compleanno della Santa Muerte.
La Niña Blanca, figura sacra non riconosciuta dalla Chiesa cattolica, è fortemente venerata in Messico, specialmente a Tepito, el barrio bravo della capitale.

Marcello Nocera ha intrapreso un lungo viaggio mosso dalla volontà di imprimere su carta le parole e le immagini che aveva assorbito sulla Santa e i riti del dìa de los muertos. Ma, inaspettatamente, il primo impatto segna il corso dei giorni seguenti. Detta i segni di un linguaggio che sarà poi inciso.
L’impatto con l’altra realtà, altra da quella mediatica, è duro.

Tutto ha inizio da un incontro avvenuto in un tempio. L’incenso profumato, il rito antico e la vecchia donna catalizzano nuove associazioni di pensiero.

Cambia la prospettiva.

Il reportage si carica di ansie e impressioni personali profonde che trasudano da un intimo dialogo. Vibra il terreno, carico del poderoso e risoluto movimento delle masse.
Parte una ricerca di sguardi: quello personale di Marcello si proietta sullo sguardo delle altre centinaia di persone, e così, nel riflesso, vede se stesso.

Centinaia di volti dipinti a festa. Volti viventi come morti e morti che ritornano vivi, attraverso la messa in scena del ciclo della vita. Su ogni faccia la proiezione di un futuro certo, accolto con estrema consapevolezza e festeggiato dalle prime ore della sera fino al mattino seguente.

Un inesorabile intreccio di cui Marcello è l’artefice.

Durante el dìa de los muertos l’eterotopia si dilata, si espande. La città dei morti non è più circoscritta alle aree cimiteriali, ma investe tutto il tessuto urbano, capillarmente, sino ad entrare nelle abitazioni e nei luoghi più intimi.

La vita e la morte si incontrano.

E i volti, monocromatici, si confondono, si mescolano, si oscurano, si colorano, si moltiplicano in altari dedicati alla Niña.

Mentre prosegue il gioco di , che  tessono trame di legami familiari indissolubili, Marcello rende indelebili le emozioni e quei visi che presto scompariranno.

Per esorcizzare la paura della morte.
Per festeggiare la vita.


A cura di Paola Corrias

 

Marcello Nocera

 

mde

REQUIEM

Annunci

BESTIARIO

Il 22 e il 23 settembre 2018 si è svolta la V edizione di Smart Cityness, presso gli spazi dell’EXMA di Cagliari.

Trasformazione” è il titolo della mostra collettiva curata da Daniele Gregorini.

Ho pensato di interpretare il tema assegnato, la trasformazione appunto, attraverso la realizzazione di un’opera site-specific che ha subito in loco l’ultimo intervento attraverso un’azione performativa.

L’opera è costituita da diversi layers. E’ la riproduzione tridimensionale, tramite modello architettonico, dello spazio espositivo che ospita l’opera stessa. Per brevità si vedranno solo due aspetti: il titolo e l’interpretazione del tema “trasformazione”.

BESTIARIO è il titolo e, in questo caso più che mai, è una componente fondamentale dell’opera.

Il termine BESTIARIO rimanda direttamente all’uso originario del luogo (mattatoio). Ma bestiario, o bestiarium, è altresì un testo focalizzato sulla descrizione degli animali (nel Medioevo anche quelli immaginarii).

BESTIARIO è inoltre il risultato del lavoro svolto da Georges Perec nel suo libro Espèces d’espaces, in cui sono descritti tutti i tipi di spazio, da quello critico a quello pubblico. Insomma, un bestiario di spazi.

Perché l’oggetto dell’opera è lo spazio pubblico. Ora.

La trasformazione è avvenuta attraverso una performance.

 

BESTIARIO di Paola Corrias

Si ringrazia Urban Center.

 

DONA CURA

Immagine

La rassegna itinerante Cinebarrio porta il cinema nel quartiere Sant’Elia, a Cagliari. Cinebarrio affronta il tema del paesaggio periferico e, quindi, l’abitare la periferia “sia essa umana o geografica”.

Ho suddiviso l’intervento artistico del 12 ottobre in due step.

Il primo ha visto la realizzazione dell’installazione site-specific DONA CURA, pensata a partire dal tema della proiezione del giorno, la lotta per la casa, e dallo spot a me assegnato.

Mi è stato proposto di intervenire su un piccolo edificio abbandonato.

Per me quelle due stanze, scoperchiate e sventrate, possono essere una casa. Basta aggiungere una sedia, un tavolo, un frigorifero. Basta far si che quello spazio diventi un luogo familiare. Ed è subito casa.

Il secondo step è un’attività laboratoriale collettiva. Con le persone presenti abbiamo realizzato in scala il modello architettonico delle due stanze. Questo è stato posizionato all’interno del rudere, tutt’ora a disposizione per ulteriori interventi.

 

Rassegna a cura di L’Ambulante e Urban Center.

Intervento artistico a cura di Daniele Gregorini.

Documentazione fotografica: Alessandro Pilia, Sara Fadda, che ringrazio particolarmente per l’aiuto nella realizzazione dell’installazione.

Paola Corrias site-specific installation at Sant'Elia

Paola Corrias site-specific installation at Sant'Elia

Il televisore proietta l’immagine di un parcheggio allagato di Sant’Elia in seguito alle piogge del 10 ottobre 2018.

 

Paola Corrias site-specific installation at Sant'Elia

 

Paola Corrias site-specific installation at Sant'Elia

 

 

Paola Corrias site-specific installation at Sant'Elia

 

SANTA OVIS

19 aprile 2018

h 22:28

Santissimi. Un’unica persona. Non I Santissimi, ma Santissimi, come quando si pronuncia un nome proprio. Sara, ad esempio, oppure Antonello.

La Mosca. Un insieme di mosche, sempre nei punti giusti, condensate in quelli nevralgici. L’insieme di mosche è testimone di un messaggio (è la continuità, è il cambiamento). Ha, forse, un’accezione positiva. La Mosca non è un essere fastidioso, ma preannuncia una imminente forza sismica. Se questo non è cambiamento…

La Mosca si posa in forma multipla su un corpo beato che non segue le regole della normale composizione. Siamo nel mezzo di una perfetta simbiosi, è la pace dei sensi di un momento estatico. Pura bellezza

Il Corpo (e i suoi colori), “la propria vera identità”.

Non è deforme. E’ sufficiente far trascorrere una mezza dozzina di secondi per liberarsi dalle regole della normalità.

Non è deforme.

Questo corpo è l’emblema della transumanza. Questo corpo è una pecora che viaggia nel suo e in altri tempi, da una montagna a una vallata fino a un’altra montagna ancora, perché la stagione è di nuovo finita proprio quando un’altra è appena iniziata.

Avvinghiato, solido e saldo su un parallelepipedo bianco l’equilibrio è perfetto.

L’Espressione. Le Orecchie. La cornice del volto. Non posso smettere di guardare il volto, quasi invidio la sensazione di beatitudine che trasuda dal silicone.

Nessun pelo o pelliccia su questa pelle di rivestimento se non la Mosca. Dov’è la pelliccia? L’abbiamo persa nel mutamento, si è impigliata in un incolto cespuglio di rovi durante lo spostamento lungo chilometri.

Alla base le macerie, il positivo del negativo o il negativo del positivo, il sovrappiù necessario per l’esistenza di questa creatura. E’ una questione di equilibri.

Il corpo umano in tutte le impossibili varianti.

OVIS

h 3:33

Paola Corrias

 

OVIS credits SANTISSIMI II

Photo credit SANTISSIMI

OVIS credits SANTISSIMI

Photo credit SANTISSIMI

Fantasia ne me quitte pas composizioni e collages di Paola Corrias

La luce fioca, l’uscio possibile, il seguito in attesa
Si mostrano le forme di una vicenda originale che, nei punti sensibili, distribuisce somiglianza

Il movimento è quello che a volte si genera ad osservare una deflagrazione

Istante per istante

i canoni si fanno anonimi fino
a rivelare le strutture portanti di un’identità in fuga nel bosco.
La fiaba irrompe e sospende il tempo, per continuare a giocare.
Anche le piccole forme dell’insieme precedente inventagliano storie
l’incubo e la visione ballano l’estasi di esistere
il normogiudizio fa l’uncinetto in cantina.

Il seguito ci sta sempre alle costole. Un altro rotolo di spago in cantina, ora!

Fantasia ne me quitte pas
Composizioni e collages di Paola Corrias

Prima personale a cura di
S’umbra Percorsi Visivi

Cagliari–Castello
Via S. Giuseppe 17

28 febbraio/10 marzo
dal martedì al sabato 18/21

inauguratziò 28 febbraio alle ottodisera

 

unnamed

SEE YOUR SOUND | SAKRA FANZINE issue 0

Visualizzazione di SEE YOUR SOUND SAKRA fanzine issue 0.jpg

 

June 30 – July 1   h 18:30
 
 
Exhibition and live performance 
 
Spazio (IN)VISIBILE via Barcellona, 75 – Cagliari
Il 30 giugno alle 18:30 lo Spazio (IN)VISIBILE si riempie di sint e fotografie per festeggiare l’uscita del numero 0 di ​SAKRA​, la fanzine trimestrale che si occupa di musica, cinema e arte contemporanea.
SAKRA combina fotografia, grafica e scrittura per interpretare il lato nascosto della scena alternativa attuale. Ogni numero è dedicato a un gruppo musicale raccontato lontano dal palco, nelle situazioni più inusuali e secondo un doppio reportage fotografico.
Venerdì 30 giugno le fotografie di SAKRA faranno da cornice alla performance sonora della band protagonista di questo numero. L’artista Veronica Paretta, presente sulla fanzine con un’intervista, parteciperà all’evento con l’esposizione di una sua opera.
Durante l’aperitivo sarà possibile consultare le prime copie disponibili della fanzine e scambiare i contatti per future collaborazioni.
Ingresso e aperitivo gratuiti.

FIGHT di Gabriele Lopez

1 Fight Gabriele Lopez

Fight | progetto fotografico di Gabriele Lopez

Un occhio su tre ordini.

love & blah blah blah.

I volti trascinati verso il basso si confondono mescolati nell’emulsione e l’immagine è frantumata tra gli alogenuri d’argento.

Dozzine, centinaia di chilometri quadrati di metropoli compressi in una pellicola alta 35 mm.

La gente accalcata. Le scale, il treno, le stampe sui muri scollate con un severo gesto di rabbia. La frustrazione. I miss yo(u).

7 Fight Gabriele Lopez.jpg

Ma il vinile è il rifugio prima di arrivare al capolinea. Le spazzole frullano sui piatti e la frequenza cardiaca si allinea. Il respiro rallenta. Il sigaro, Chet Baker e il 1983.

Poi.

La proiezione al giorno dopo. Ricomincia tutto da capo. Il periodo di rotazione detta legge.

S.O.S.

Sui palazzi i cartelloni distraggono. Il cervello va alla velocità di una turbina idraulica, i pensieri corrono e si confondono.

Occhi occhi occhi. L’amore reiterato in una scritta ossessiva. Love love love. Convince noi povere bestiole a comprare anche l’amore. Di nuovo occhi.

2 Fight Gabriele Lopez

Le luci al neon, l’incubo, l’ossessione.

Accumulare di giorno per spurgare la notte nelle celle anonime che la sera si illuminano secondo combinazioni casuali. Le camere di depressione. Le sagome sono statiche: la notte nelle caselle e il giorno nelle vetrine. Il cervello è sotto pressione.

Poi torna la sera.

Una boccata d’aria, l’albero dilaniato e solitario in fase di assestamento, il mare scuro contiene il disadattamento sociale (breve ritorno all’ordine).

4 Fight Gabriele Lopez 

La scarpa in pelle della donna bionda senza volto riposa sull’asfalto.

Si ricomincia.

I clacson, il vociare, lo smog pesante, alza il culo! Gli abiti irrigiditi sono divise vuote, uomini senza volto. Fiumane di robot come formiche si muovono frenetiche in uno spazio in cui il tempo è compresso. O compromesso.

Fight.

Fight it! The city, the citizens, the time. 

Where is the time line? 

Sopravvivenza. Resistenza. Evitare il cortocircuito.

Continua a lottare.

5 Fight Gabriele Lopez

6 Fight Gabriele Lopez

Contatti: sito web Gabriele Lopez

Facebook Gabriele Lopez Photography

 

Testo a cura di Paola Corrias per brolegs.com

Grazie a Gabriele Lopez per questa esperienza.

3 Fight Gabriele Lopez